martedì 15 novembre 2011

Magnolia

Quello che sto per raccontare volevo inserirlo nel nuovo libro che sto scrivendo ma siccome un libro racconta una storia, rendendola spesso simile alla realtà e non reale, preferisco dirlo qui. Vi assicuro che quanto sto per dire è accaduto davvero.
L' 11 novembre avrei dovuto essere ad Urbino per motivi personali e volevo a tutti i costi cercare di essere li. Avrei dovuto fare il cambio del treno a Foggia e da li a Pesaro. All'Agenzia Viaggi mi dicono che ci sarà il treno delle 6 e mezza, da li poi il cambio alle 8.50 per Foggia-Urbino. Preventivamente mi sveglio alle 5 del mattino, finisco di sistemarmi lo zaino e accendo l'auto per riscaldarla. Mio padre che era sveglio mette su un caffè e mi chiede se lo voglio anche io. Onde evitare di consumare i pochi soldi che mi restavano a prendermelo al bar, accetto. Faccio un leggero ritardo e arrivo in stazione alle 6.25. Vado direttamente ai binari, attendo mezz'ora e poi nel dubbio controllo la tabella oraria. Il treno per Foggia in realtà era un Pullmann che si prendeva all'infuori della stazione. Già nervoso di mio, attendo che apra l'Agenzia Viaggi per fargli presente che mi era stato detto che c'era un treno (come riportato da biglietto) e non un Pullmann. Parcheggio nei pressi dell'Agenzia Viaggi alle 9 e faccio un breve tratto a piedi. Mentre cammino, un tizio, senza scendere dall'auto, cerca di scroccarmi una sigaretta raccontandomi di aver perso tutto con le macchinette. Penso che fosse un rappresentante dai vari cataloghi che portava nella sua automobile. Io mi accorgo di aver lasciato il tabacco in auto e glielo dico, lui comincia ad inveire, dice grazie lo stesso e torna a muoversi, anche perché le auto dietro stavano suonando. Il rappresentante si parte di colpo e 15 metri più avanti sbatte la propria macchina contro un furgoncino continuando a bestemmiare ancor più di prima. Controllo che nessuno si sia fatto male e mi reco all'Agenzia Viaggi. Uno dei ragazzi che lavora li mi dice che non può rimborsarmi a prezzo pieno il biglietto perché il treno è partito da circa 10 minuti. Ancora più nervoso di prima, prendo il portafoglio e pago la differenza. Esco dall'agenzia e siccome mi accorgo che non è proprio giornata, me ne torno a casa. Per la strada, in un incrocio, i semafori sono andati fuori uso e rischio un'incidente. Evito di uscire di casa per tutta la giornata, non per superstizione ma più che altro perché la testardaggine aiuta il caso a fare degli scherzi al limite del''assurdo. Anche perché il giorno successivo, spinto ancora dalla testardaggine, ho ripetuto la stessa cosa e mi sono presentato in stazione con largo anticipo, ed il Pullman delle ferrovie, visto che le ferrovie dello Stato si affidano ad agenzie private di trasporti per risparmiare, ha deciso arbitrariamente di non passare facendomi di nuovo bestemmiare in linguaggi arcani. Avete mai visto il film Magnolia? Beh, guardate l'introduzione (linkata qui) e ditemi un po' se bisogna davvero cercare un senso alle cose o smettere di farsi domande quanto prima.