giovedì 13 giugno 2013

Recensioni dal passato - LANDO (1976)

 Preambolo:
In un tripudio di miccette, il governo esplode i suoi brandelli in cielo, compongono la scritta Zio cantante, che sta a significare, lo scorno dei Matusa, mentre i giovani limonano felici esaminando, giornali tipo Lando che ritornano alla luce dopo un'era di arbitrario oscuramento...
(Supergiovane - Elio E Le Storie Tese - 1992)


LANDO (L. 250)
Anno IV N.86: I PORCHEGGIATORI
2 Ottobre 1976
Periodico quattordicinale
Edifumetto S.p.a.
Direttore responsabile: R. Barbieri
Stampa: Intergrafica S.p.A. - Cologno Monzese


Ringrazio Kiwi Joshua che mi ha fatto dono di codesto fumetto.

Leggende. Storie che nel corso del tempo, tramite i passaparola e tramite l'essere citati in un testo di una canzone degli Elii, diventano di fatto leggende. Chi non lo ha mai letto, ne è incuriosito. Chi lo ha letto, prima se ne è dimenticato e poi lo ha rivalutato. E' giunto il momento di raccontare LANDO secondo un punto di vista distorto, il mio.

Nella precedente recensione abbiamo visto come venivano scritti i fumetti negli anni '90, adesso vediamo come lo erano negli anni '70. Per pura coincidenza vediamo sempre un prodotto di tale Renzo Barbieri disegnato e scritto da… da… mm… boh… non c'e scritto 'ncazzo. Vabbè...
Di cosa parla Lando?

Lando è un simpatico nullafacente che di faccia assomiglia ad Adriano Celentano che insieme al suo amico di sempre (conosciuto come il lardoso) bighellonano infantilmente e si ritrovano il più delle volte in avventure che prevedono nudità ed illazioni al sesso. Tutti i protagonisti di queste storie parlano con un linguaggio definibile negli anni '70, linguaggio giovane:
sgrammaticati e noncuranti di ogni loro parola pronunciata in maniera errata,
sempre pronti a formulare rime bambinesche con la speranza di risultare affabili agli occhi delle pulzelle.

Il numero che mi è giunto si chiama i Porcheggiatori.

Vediamo in quali folli avventure i nostri eroi sono incappati:

Mentre Lando è seduto con un gelato ed un binocolo ad attendere che si alzi il vento per vedere alzare gualche minigonna, sopraggiunge il suo amico lardoso che si chiama appunto Il Lardoso.
L'opulento obeso invece che unirsi all'amico, vede il gelato e ne resta sessualmente attratto. Lando gli racconta che lo ha avuto gratuitamente perchè aveva scoperto il gelataio mentre si sbatteva la Manola. Poi parte la scena di come Gelataio e Manola fanno la crema alla vaniglia (che vi risparmio perchè non si vede niente e non fa ridere).


Il Lardoso nel frattempo sembra non frenare la sua eccitazione e per farsi regalare un gelato, va dal gelataio minacciandolo di rivelare a tutti quello che ha saputo. Il gelataio non sta al ricatto e il lardoso si prende na spruzzata bianca in bocca.



Dopo una piccola lite tra i due amici, per via dell'ignoranza del lardoso, i due si ritrovano a sostituire un amico al lavoro come parcheggiatori, capendo di dover fare i porcheggiatori. Mentre Porch.. parcheggiano, incontrano un vecchio amico  che sta pieno di soldi e che ha un difetto di pronuncia, la R moscia, il difetto dei ricchi.



Il figlio di papà invita ad una festa in piscina i due. Nella festa c'è tanta fregna. I due si mettono in costume, Lando comincia a marpioneggiare ed allungare le mani, ma  ci ripensa appena comincia una partita di pallone in piscina, prova del fatto che anche se stai impastando con le mani, il calcio viene sempre prima di tutto (ma che cazz?!?!). Poi Il lardoso finisce senza costume e tutte le donne, convinte che sia una nuova moda, si spogliano. Anche esse, essendo ricche, hanno difetti di pronuncia. Ma è capace che negli anni '70 tutti avevano dei difetti di pronuncia. Questo non lo sapremo mai perchè gli anni '70 sono finiti e non torneranno mai più.

Lando però non riesce a togliersi il costume in quanto non ricorda l'esistenza del pollice opponibile (in una situazione del genere, non è facile ricordarlo). Così prende un sigaro dal proprietario di casa (Il padre del figlio di papà) e si mette fuoco. Il padre si incazza e li sbatte tutti fuori e loro decidono di andare a lago, e poi sbattono con la macchina. Fanno incazzare il lardoso perchè prendono in giro la sua vespa e lui, decide di trainare l'auto e spostarla con la sua vespa (da notare la simpatia e la metrica dell'ultima battuta del lardoso nella pagina a destra).



Appena il Lardoso risolve la situazione delle auto, il figlio di papà fa velatamente capire a Lardo e Lando che sono socialmente inadeguati e che la loro amicizia non può durare in quanto lui ricco e loro invece dei disagiati sociali.

Così mentre l'amico ricco si allontana, il Lardoso per vendicargli gli urla qualcosa facendolo distrarre e facendo sbattere l'auto, causando la morte di 6 ragazze e di due uomini, amico ricco incluso. Il lardo e il Lando se ne vanno soddisfatti.
Fine.

Nella pagina a fianco c'è un messaggio da parte del Bar Lando, dove giovani seguaci scrivevano al giornale in attesa di risposta. Se si legge con attenzione è possibile riuscire a intravedere l'aria che si respirava in quegli anni, tramite un linguaggio assolutamente sorclassato oggi, che penso sia l'esempio perfetto per far capire come si vivevano gli anni '70 in Italia.



Poi c'è della pubblicità, che ci regala fantastiche emozioni.




Curiosità:
Nella terzultima pagina ci sono le date di uscita di altri fumetti penso sempre della Edifumetto S.p.A.. Invece nel caso vogliate sapere le prossime uscite (se non disponete di una macchina del tempo però, credo che in edicola non li troverete, voi provate comunque però)

Gigetto (Mensile)
Venerdì 8 Ottobre
In costa smeralda le trovi tutte con la coscia calda

Candida (Mensile)
Sabato 9 Ottobre
Assasinio nel Bordello

Zora (Mensile)
Martedì 12 Ottobre
Zora la vampira
NB (Mi sa che ci hanno fatto pure un film 20 anni dopo su sto fumetto...)

Tirando le somme:
Il risultato è un fumetto con una storia per bambini, rivolto ad un pubblico adulto, ma sicuramente più attraente per un adolescente minorenne che non per una persona matura. Il punto è che maturo e maggiorenne, come ben sappiamo, non sono sinonimi e più che altro va a finire che chi acquistava questo genere di fumetti, secondo me, era un bambino nel corpo di un adulto, che, grazie ad opere del genere, poteva finalmente abbattere il tabù della sessualità (dovuto alla società, alle traumatiche infanzie dettate dall'ignoranza, dalla mala-informazione e dalla chiesa) grazie ad un ingenua comicità. I personaggi sono stereotipi dei desideri dei lavoratori degli anni '70, degli annoiati giovani uomini frustati dalla monotonia delle loro ripetitive vite, convinti di poter ammirare donne impossibili senza doversi affezionare come accadeva invece con le attrici delle commedie Trash di quegli stessi anni. Tutto finiva con una storia bella perché proibita, non perché realmente interessante.

E la settimana prossima:
Le pubblicità scabrose sui Diabolik degli anni '70!