domenica 8 marzo 2015

5 Days Art Challenge - Cosa ho fatto in 3 anni

Su Facebook mi sono ritrovato coinvolto in una di quelle catene di San Antonio dove chi veniva taggato, doveva pubblicare per 5 giorni, tre illustrazioni con un tema in comune. Ho colto l'occasione per raccontare un po' di cose personali.

 tre illustrazioni con un tema in comune, per cinque giorni consecutivi e con un tag per ogni giorno.
#5daysartchallenge



Giorno 1: evoluzione dei disegni nel tempo.

Come è possibile vedere dalle immagini, durante gli anni non è cambiato un cazzo. Ecco perché mi dedico principalmente a scrivere sceneggiature per i disegnatori. Uso quando mi va, la tecnica del collage (la band anni ’80) e del copia incolla. Ne parlerò meglio domani.
Nota: Questo disegno è photoshoppato (e non parlo dei bordi neri), vediamo se avete occhio.




Giorno 2: il copia/incolla e la forza di volontà con pochi mezzi
Non ho mai voluto diventare un fumettista: non leggo Dylan Dog, non sono in grado di fare battute semplici, non capisco il mercato italiano e sinceramente gran parte della satira e della comicità che vedo mi lascia basito. L’unica cosa che volevo fare (e che voglio tutt’ora fare) è raccontare storie che portano ad informarsi o a che creino curiosità. Il fumetto è solo uno dei modi che mi risultava più alla mia portata (e con non poche difficoltà aggiungerei). Sono entrato nel mirabolante mondo dei uèbcomics per via di una storia creata con il copia e incolla chiamata A&R, un libro sperimentale che a distanza di anni, resta una delle cose migliori che ho fatto. Sono quasi contento che sia passato indifferente da gran parte dei lettori, visto che tutta la gente a cui è piaciuto mi ha scritto bellissime lettere in privato, inviato fan art e tante altre cose belle facendomi capire che in qualche modo la mia storia sia servita a qualcosa. Almeno così ho tipo un average totale all’ 80-90% di recensioni positive :D  Nell’immagine qui di seguito spiego come le figure della storia venivano elaborate con la tecnica del copia e incolla. Innanzitutto, date le mie scarse capacità, ho chiesto a Francesca Ciano di fare un disegno, successivamente, Alessandro Morese lo ha vettorializzato con Illustrator ed io l’ho mezzo photoshoppato unendolo ad un vecchio disegno con Paint… e… Tadà! Ecco fatto l’unico disegno del fumetto. A quello poi si è aggiunto il Pulp, il cui frontale è stato creato unendo due profili speculari della sagoma (la funzione “rifletti orizzontalmente”!) e ci ho ricavato il risultato finale. Per ogni singola vignetta impiegavo dalle 2 alle 4 ore di realizzazione (soprattutto quando la mia testa diceva di fare le cose in pixelart raddoppiando così le ore di lavoro). Per la serie: se hai forza di volontà, puoi fare tutto, anche se non sei in grado.
Infatti sul sito ci sono giochi e video interattivi per aumentare l’esperienza di interazione. Andateci adesso su http//www.turelcaccese.com/play perchè non ho i soldi per rinnovare il dominio e scade fra 8 giorni.
Se sono rimasto nel giro dei fumetti (scrivendo gli articoli su Nerd Bloc e con Drink Oppio) è perché i fumettisti che ho conosciuto grazie ad A&R sono (quasi) tutti persone splendide a cui voglio bene.


Giorno 3 - le collaborazioni e Disegnatore & Sceneggiatore
Ripeto da ieri: I fumettisti che ho conosciuto sono persone eccezionali, anche se non apprezzo spesso i loro lavori (ho dei gusti inusuali per i fumetti, mi piace roba che di solito resta nell’underground nonostante qualitativamente alta). Fare lo sceneggiatore significa principalmente collaborare con dei disegnatori e ciò vuol dire conoscerli appieno per poter fare qualcosa inerenti al loro stile senza vincolare la loro creatività (per quanto possibile). Spesso scrivo sceneggiature adattandole al disegnatore che ho di fronte e cercando di ricollegare la mia narrazione allo stile del disegnatore o ancor meglio, lo metto alla prova: spesso prendo un disegnatore e gli faccio fare qualcosa di completamente avverso al suo stile solo per vedere come se la cava e per spingerlo al limite.
Da qui nasce l’idea del progetto Disegnatore & Sceneggiatore, dove una copia malvagia di me, sfrutta all’inverosimile dei disegnatori schiavizzandoli al suo volere in modo parodistico. Spesso ho dovuto spiegare alla gente che sono una persona normale e non un mostro. Ma farlo credere è stato dannatamente divertente.

Nell’immagine: Studio Pazzia per A&R
Vaz e Plunk per Sceneggiatore & Disegnatore ( Si trova al link http://sceneggiatoredisegnatore.tumblr.com )


Giorno 4 - Il Social marketing e lo Spam
Per chi legge i miei articoli su Nerd Bloc non sarà una novità, per chi si trova a leggere qui per caso ribadisco: Credere di poter fare fumetti senza avere qualcuno che ti supporti (pubblicizzandoti e/o finanziandoti) è praticamente impossibile. In 4 anni che mi interesso ai fumetti digitali ho visto tanti casi di fumetti che hanno avuto successo e tanti altri che per il momento sono rimasti nell’ombra.
Nell’immagine: A sinistra, da vignetta in inglese di Big Bad Theory (fatta con Sasà e Serem) ha avuto tantissime visualizziazioni, ma ovviamente la Fan Page non ha citato la fonte. In mezzo il best of the Week della sezione Art con la vignetta su Fallout (i portali al di fuori di Facebook sono molto più meritocratici, non commettete l’errore di pubblicare solo su FB ragazzi). A destra invece, una Fan Page ha preso un mio logo e ci ha fatto un meme che ha avuto più successo della vignetta originale (per la serie, se vuoi che diventa virale, devi fare le cose brutte). Aggiungo anche che ci sono Fan Page italiane come Umorismo e All you need is Nerd che invece sono stati gentilissimi e disponibilissimi e hanno condiviso spesso i nostri contenuti, quando gli abbiamo contattato in privato. Sappiate che sono stato io stesso a scassare il cazzo a tutti queste Fan Page ed è una cosa odiosissima da fare. Lo spam è uno dei motivi per cui fare fumetti su FB negli anni mi è diventato antipatico, sarà per la mancanza di meritocrazia, sarà perché le visualizzazioni su facebook si devono pagare, sarà per tante cose. Vi auguro di non dover mai diventare l’ufficio stampa di voi stessi, soprattutto se non avete internet a casa come il sottoscritto. Affiancatevi sempre a qualcuno che ne capisce più di voi o sperate che qualcuno vi noti e parli spontaneamente dei vostri lavori senza dover uscire matti . Se ciò non accade, pazienza, la vita è così.


Giorno 5 - Sceneggiature future
Non so cosa riserva il futuro: Tanti progetti, sempre più casini per realizzarli, sempre meno voglia di raccontare le cose. Non so se continuerò con i fumetti o cambierò di nuovo direzione, davvero… non ne ho idea. Dipende dai miei collaboratori. Nell’immagine, tre progetti che ho scritto e che sono in lavorazione. Il primo è un volume sulla psichedelia e l’analisi della mente scritto da me e disegnato da Valentina. Ho sempre pensato che nessuno dovrebbe sapere cosa c’è nella mente altrui. Aver passato una parte della mia vita in terapia mi ha dato modo di interessarmi alla psiche umana e quindi raccontare la mia esperienza a riguardo. Il progetto dovrebbe tornare in lavorazione dopo una pausa di 6 mesi, nel caso c’è una proprio la Fan Page se volete rimanere aggiornati. La seconda immagine è l’unico riferimento che ho della storia lunga di Drink Oppio divisa in volumi (la versione finale sarà completamente diversa). La principessa è il mio amico di vecchia data Jim Morrison trasformato in un assurdo anti-eroe. Si tratta di una storia Action e Grottesca molto meno comica e molto più satirica… ma di quella satira che fa George Romero per capirci, quella col sangue e l’orrore. Al momento Trepicomics non ha il tempo di disegnarla e preferisce dedicarsi ad altro, quindi bisognerà attendere parecchio assai tanto, sempre se il progetto non verrà cancellato. La terza è la Graphic Novel “Absolution & Reflections”, il seguito fatto bene di A&R. Una cosa molto personale, parte in un modo, evolve di volume in volume, finisce in modo inaspettato. E’ stata scritta in Irlanda e per il momento sono state scritte 500 pagine di sceneggiatura divise in 5/6 volumi (La bozza che vedete è un Character Design fatto da Sasà). Ahimè, non ho ancora trovato un disegnatore e sono bloccato da un paio d’anni. Non so se andrà mai in porto.

Questi erano i miei 5 giorni. Spero di non aver speso il mio tempo inutilmente.


Nomino infine, San Antonio, perché mi viene voglia di nominare i santi pensando a tutto quello che avrei potuto fare e che non ho fatto nella mia vita, un po’ per rinuncia nel genere umano e un po’ per le circostanze.